E intanto, ogni giorno ti logora un po’ di più.
Ti svegli già in affanno, con la mente piena e il cuore appesantito.
La giornata deve ancora iniziare, ma senti di non avere abbastanza energia per affrontarla.
Tutto sembra dipendere da te, ma nessuno se ne accorge. Nessuno ti chiede come stai davvero.
I minuti scorrono tra medicine da preparare, imprevisti da gestire e silenzi che pesano.
Non resta spazio per un tuo pensiero, un respiro profondo o una pausa reale.
Hai rinunciato al sonno, alle uscite, perfino al diritto di lamentarti.
Perché “tanto ormai è così”, perché “non c’è altra scelta”.
E così finisci per credere che sia normale sentirsi sempre stanchi, frustrati, svuotati.
Che questo sia semplicemente il prezzo da pagare per esserci. Sempre.
Ma dentro, anche se nessuno lo sente, una parte di te grida.
E chiede di non essere dimenticata.